La collezione PAM _ eXclusive

La collezione – di Emiliano D’Angelo (critico d’arte)

La collezione Exclusive si è strutturata nel tempo come la “selezione di una selezione”: la scelta del nome non è stata casuale.

In origine, furono gli apporti provenienti dalle mostre più rappresentative che Paolo Feroce e il suo gruppo di arti visive “Area 51 andavano allestendo sul territorio campano nei primi anni 2000, come le due “Biennali delle Arti dell’Unità d’Italia” di Caserta e San Leucio, la mostra di Picasso e gli eventi dello spazio MAUI di Teano.

Poi è stata la volta del museo MAGMA di Roccamonfina, la cui storia decennale ha permesso di convogliare in un unico spazio permanente le opere di oltre quaranta artisti nazionali ed internazionali, selezionati con rigidi criteri di qualità e di rappresentatività, scelti tra i moltissimi che hanno preso parte nel tempo agli allestimenti temporanei ospitati dal Museo.

A quella direzione artistica ha fatto seguito la collaborazione esterna con la Onda Art Gallery di Sorrento e con la Fondazione Vila Rescalli – Villoresi di Busto Garolfo (MI).

Tutte queste esperienze, sommate tra di loro e distillate nel tempo, hanno dato luogo (sempre attraverso la donazione spontanea degli artisti, è bene sottolinearlo) al gotha collezionistico oggi destinato alle sale del museo PAM di Parete.

La collezione Exclusive può essere letta in senso diacronico e sincronico: adottando la prima modalità, è possibile distinguere all’interno del gruppo un nucleo di circa dieci artisti in una certa misura già storicizzati, tre dei quali non più in vita (Simon Benetton, Costalonga e Talani). In questo sottogruppo, i nomi più “consolidati” sono senza dubbio quelli dei tre citati con l’aggiunta di Jorrit Tornquist, di Tommaso Cascella e di Enrico Manera.

Leggendola in senso sincronico, la collezione evidenzia apparentamenti di stile, di vissuto artistico e di procedure creative abbastanza eterogenei, ma riconducibili essenzialmente a due macro-gruppi, sulla base della tradizionale (e forse un po’ superata) dicotomia “figurazione/astrazione”.

Nell’area aniconica (id est: non figurativa), è tuttavia evidente la cesura tra “lirici” e “costruttivi”: a un polo estremo si può collocare Diego Palasgo con il suo informale materico dal coté introspettivo, segnico ed espressivo; e Laura Venturi, con la sua astrazione eclettica, gioiosa e assertiva, ricca di tasselli cromatici giustapposti che evocano jazzisticamente l’idea del mosaico gotico, rivisitato però in chiave orfica e post-cubista.

Con l’argentino Ariel Soulè siamo nel territorio del surrealismo astratto di tradizione latinoamericana (Mariano Akerman, Sebastian Matta), arricchito dall’ incontro con la cultura figurativa del ‘900 italiano e catalano. Ancora lirico, ma calligrafico e minimale, è il linguaggio pittorico di Tommaso Cascella, ricco di suggestioni che attingono all’informale segnico, così come a Mirò e Osvaldo Licini. Quello che propone invece Mario Paschetta, con le sue concrezioni materiche aggettanti, policrome, è un crossover tra figurazione e astrazione, vere stratigrafie dell’anima che assumono la concretezza di paesaggi esteriori, fruibili tanto alla vista quanto al tatto di chi si accinge a esplorarli.

Tra i cultori della terza dimensione, Yumiko Kimura (con i suoi prismi luminosi che sfruttano la trasparenza dei cristalli modulari) e Simon Benetton (con le sue “arpedi luce” dall’esoscheletro in metallo) sono coloro che maggiormente si preoccupano di trascendere la nuda brutalità della materia, inseguendo una dimensione spirituale ed onirica che non sarebbe peregrino classificare come un’idea di “spazialismo lirico”.

Più eclettico e in connessione con il genius loci della sua terra (il Sannio matesino), Alessandro Parisi si misura sia con la pittura che con la scultura, imitando oggetti cultuali sciamanici o rielaborando la statuaria greca in chiave simbolica e metafisica.

Di matrice schiettamente costruttivista e analitica sono le opere di tutti gli scultori non ancora menzionati: mentre Jorrit Tornquist, legato alle esperienze storiche del movimento concretista e dell’optical art, si è imposto da decenni come uno dei massimi esperti internazionali di teoria del colore e sue applicazioni, tutti gli altri (Franco Costalonga, co-fondatore dello storico Gruppo N di Padova, Vincenzo Mascia, Franco Cortese) si possono raggruppare all’insegna dell’idea di “spazio analitico” concettualizzata da chi scrive in occasione di una collettiva organizzata a Sorrento nel 2015: il minimo comune denominatore fra i tre artisti è quello di tentare un revival del movimento dell’arte ottico-cinetica proiettandola in uno spazio tridimensionale inedito, arricchendola con crossover e contaminazioni che attingono da prassi e linguaggi eterogenei, non sempre riferibili ai dogmi fondativi dell’arte analitica.

Nella schiera dei figurativi, tutti dediti alla pittura, di forte impatto scenografico sono i dipinti su grande formato di Claudio Magrassi, Saturno Buttò e Aniello Scotto: i primi due, accomunati da un approccio dichiaratamente neo-caravaggesco all’impiego della luce, si arrischiano, rispettivamente, nei campi tematici del transumanesimo surrealista e dell’ erotismo estremo, sublimato però al punto da apparirci quasi ieratico e spiritualizzato; Scotto, invece, imbastisce un dialogo impossibile con le larve della memoria, rievocando con soffuse monocromie modulanti le impalpabili presenze di uomini e donne dell’antichità classica, filtrate dal prisma di una sensibilità schiettamente proustiana.

Carlo Cane dipinge con precisione maniacale, quasi fotografica, edifici babelici sospesi nel tempo e avulsi dallo spazio, a cavallo tra metafisica e distopia urbana, da leggere sottotraccia come correlativi oggettivi dello spaesamento dell’uomo contemporaneo nella sua ambigua condizione di “esule volontario” dallo stato di natura.

Con la stessa tecnica virtuosistica e iperrealista, Salvatore Alessi si concentra invece su figure umane calate in contesti sociali e privati di stretta attualità, impostando spesso prospettive ravvicinate e per ciò stesso stranianti, deformate, che tendono ad inglobare cannibalicamente la coscienza di chi le osserva.

Più sereni e assertivi sono i ritratti femminili di Ennio Montariello, fautore di una pittura tersa e luminosa di accentuata intensità lirica, dove l’elemento simbolico, comunque accennato, non appesantisce mai la lettura con orpelli concettuali troppo invasivi.

Con la sua pittura eclettica e vivace, proteiforme, Marco Napoletano si diverte a giocare con la tradizione e flirta, soprattutto, con le avanguardie storiche e con le trans-avanguardie di fine ‘900 (che già erano citazioniste per statuto costituivo), approdando ad una sorta di “iper-transavanguardia” colta e allusiva: la transavanguardia di una transavanguardia.

Non potevano mancare riferimenti alla stagione della pop-art romana degli anni ’60 e ’70, di cui Enrico Manera è stato uno dei protagonisti al fianco di Angeli, Festa, Schifano, Mambor, Fioroni, e di cui Lidia Bachis ha aggiornato i codici figurativi proiettandoli nel bazar multiculturale del nuovo millennio.

E’ presente infine, come accennato, un’opera donata di Giampaolo Talani, riferibile allo stile e al periodo delle celebri Partenze, con cui lo scomparso maestro livornese ha decorato la stazione di Santa Maria Novella a Firenze, avvicendandosi a distanza di molti decenni all’ispiratissimo Ottone Rosai dei Paesaggi toscani.

Il Museo PAM riparte da “Presenze Contemporanee _ Restart Italy”

Il 27 giugno 2020, alle 18:30, si inaugurerà la mostra “Presenze Contemporanee – Restart Italy 2020”, presso il Museo PAM, inserito nel palazzo ducale della Città di Parete (Caserta).

Restart Italy” perché l’esposizione rappresenta anche la ripartenza ideale e ben augurante per l’arte del Bel Paese, attraverso la proposta di nuovi nomi e dei rinnovati allestimenti del museo, caratterizzati per la prima volta dal design con la direzione di Roberto Monte, componente del comitato scientifico del PAM.

L’arte contemporanea, invece, è stata curata da Paolo Feroce, responsabile delle collezioni museali che, per questa edizione, si è avvalso del contributo critico di Emiliano D’Angelo, con il quale ha già collaborato per esposizioni presso la Reggia di Caserta, Villa Fiorentino a Sorrento ed altre note sedi nazionali. L’evento, nella sua seconda edizione (l’anteprima si tenne in Lombardia nel 2016), presenterà opere di pittura, scultura, fotografia e installazioni, dipanandosi dal figurativo allo spazialismo.

Per la sezione arte, compresa la sezione Open_lab, esporranno artisti dello spessore di Raffaele Canoro, Costantino Di Renzo, Francesco Zefferino, Luisa Russo, Sabrina Milazzo, Paolo Tagliaferro, Cristina Iotti, Paolo Repetto, Tina Sgrò, Antonio Diana, Sebastian De Gobbis, Gennaro Santaniello, Dora Romano, Enzo Rossi, Nina Esposito e Carlo D’Angiolella.

Per la prima fase della sezione design saranno visibili le “creazioni – installazioni” di Antilla Gallery, Gaetano Avitabile, Loredana Salzano, Gaetano Di Gregorio, in_quadro – ri_guardo, Roberto Monte, Gumdesign, Matteo Di Ciommo e Spazio Paestum.

Naturalmente saranno esposte anche alcune opere, inserite in percorsi logici e tematici, della collezione permanente, formata da Maestri quali Franco Costalonga, Jorrit Tornquist, Ariel Soulé, Yumiko Kimura, Saturno Buttò, Simon Benetton, Tommaso Cascella, Jun Sato, Enrico Manera, Claudi Magrassi, Marco Napoletano, Vincenzo Mascia, Franco Cortese, alessandro Parisi ed altri grossi nomi.

L’arte contemporanea sarà allestita in piena continuità di soluzione con il design, in modo tale da garantire la migliore lettura didattica della mostra e motivare suggestioni nel visitatore, dato l’alto valore estetico dell’intero progetto espositivo. Il catalogo, gli allestimenti e la logistica saranno curati dallo staff del museo, che gestirà anche il flusso dei visitatori adattandosi anche alle nuove norme che disciplinano la riapertura dei Luoghi istituzionali dell’arte nazionale.

Tina Sgrò al Museo PAM

Tina Sgrò nasce nel 1972 a Reggio Calabria, dove matura il suo percorso didattico e formativo.

Le sue inclinazioni artistiche emergono fin dalla prima infanzia. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Reggio Calabria e da inizio ad un percorso artistico/emozionale che sarà importante nella sua vita di donna ed artista.

Consegue poi il Diploma di Pittura presso un’Accademia di Belle Arti italiana con 110/110 lode ed inizia il suo percorso artistico con la partecipazione a prestigiosi concorsi di pittura e a numerose mostre collettive.

Nel 2003 è vincitrice del bando per l’acquisizione di opere d’arte presso la Corte dei Conti di Potenza. Vince nel 2006 il Premio Arte Mondadori nella sezione Pittura. Espone in seguito le sue opere in mostre collettive e personali presso importanti gallerie italiane. Nel 2011 è vincitrice del lotto A3 – bando opere pubbliche, sede della nuova Questura e della Polizia di Stato di Grosseto.  E’ stata finalista al Premio Arte Laguna 2011 e 2013. E’ finalista al Premio Arteamcup 2016, promosso da Espoarte, prestigiosa rivista attiva nel settore delle arti. Ha vinto il Premio Marchionni 2017 nella sezione Grafica. Premio assoluto. Nel 2017 è stata anche finalista al Premio Lynx, a Trieste. Nel 2020 è finalista al Premio Artelaguna per cui una sua opera verrà esposta presso le Nappe dell’Arsenale di Venezia. E’ anche finalista al Premio Marchionni 2020.

Sue opere sono state pubblicate sulla prestigiosa rivista internazionale AD, di cui una in copertina. Vive e lavora tra Milano e Reggio Calabria.

Dal 27 giugno 2020 sarà presente con la sua pittura dal tratto deciso e veloce, che delinea ed evoca atmosfere riflessive, interiori e romantiche, alla mostra “Presenze Contemporanee _ Restart Italy 2020”, presso il Museo Pam, ubicato nel Palazzo Ducale di Parete (CE), insieme ad altri nomi dell’arte e del design nazionali ed alle collezioni museali.

Sabrina Milazzo al PAM

Sabrina Milazzo è nata nel 1975 a Torino, dove vive e lavora.

Diplomata in Pittura all’Accademia delle Belle Arti, dal 2003 inizia la sua carriera espositiva, partecipando direttamente a fiere nazionali come MiArt e ArteFiera BolognaLa sua ultima mostra personale è stata quest’anno, dal titolo Melting POP, a cura di Alessandra Redaelli, alla Galleria PUNTO SULL’ARTE di Varese.

Nel 2013 il suo lavoro è stato presentato ad ArtStays 11, festival Internazionale di Arte Contemporanea a Ptuj, Slovenia. Ha partecipato a mostre collettive in gallerie private e spazi pubblici in Italia e all’estero (Madrid e Barcellona), vincendo premi e ricevendo riconoscimenti di spessore. E’ stata voluta in esposizione da Paolo Feroce per la mostra “Presenze Contemporanee – Restart Italy 2020”, presso il Museo d’arte e design PAM.

PREMI / ADWORDS

2015 – Premio Pio Alferano 2015, a cura di S. Carta, C. Langone, V. Sgarbi, “Su tela e su tavola”, Belvedere San Costabile, Castellabate (IT)

2011 – Vincitrice 1° Premio Giuria Popolare Ceres 4 ART, a cura di L. Beatrice e V. Pesati, Lanificio Factory Roma, Villa Delle Rose, Bologna, Centro per l’arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (IT) – (Catalogo)

2009 – Finalista di Premio Celeste, Fabbrica Borroni, Bollate, Milano (IT)

2005 – Finalista di Premio Celeste, San Gimignano, Siena (IT)

MOSTRE PERSONALI / SOLO EXHIBITIONS

2020Melting POP, a cura di A. Redaelli, Galleria PUNTO SULL’ARTE, Varese (IT)

2012 – Attese, a cura di A. Posca, Galleria Sangallo Art Station, Firenze (IT)

2012 – Trasferimenti, a cura di A. Posca, Galleria Allegretti Contemporanea, Torino (IT)

2010 – Stato interessante, a cura di D.M. Papa, Nuvole Arte Contemporanea, Montesarchio, Benevento (IT)

2010 – Simbiosi presenti, a cura di F. Cascino, Fashion Cafè, Milano (IT)

2007 – Passione e Capriccio, Galleria Pier Giuseppe Carini, San Giovanni Valdarno, Arezzo (IT) – (Catalogo a cura di L. Beatrice)

2006 – Don’t worry baby, Galleria Pier Giuseppe Carini, San Giovanni Valdarno, Arezzo (IT)

2004 – Hot, Galleria Pier Giuseppe Carini, San Giovanni Valdarno, Arezzo (IT) – (Catalogo a cura di L. Beatrice)

Presenze contemporanee – Restart italy

Si continua a lavorare, anche se da casa, per la mostra “Presenze Contemporanee – Restart Italy”, evento che si terrà presso il Museo PAM, ubicato nel palazzo ducale della Città di Parete (Caserta).

Restart Italy” perché l’esposizione rappresenta una ripartenza ideale e ben augurante per l’arte nazionale, anche attraverso i nuovi allestimenti del Museo, che prevedono opere e installazioni di design, con la direzione di Roberto Monte, componente del comitato scientifico del PAM.

L’arte contemporanea, invece, sarà curata da Paolo Feroce, responsabile delle collezioni PAM, che si avvalerà del contributo critico di Emiliano D’Angelo, con il quale ha già collaborato per esposizioni presso la Reggia di Caserta, Villa Fiorentino a Sorrento ed i Musei MAUI e MAGMA.

L’evento, nella sua seconda edizione (l’anteprima si tenne a Milano nel 2016), presenterà opere di pittura, scultura, fotografia e installazioni, dipanandosi dal figurativo allo spazialismo.

Alcuni dei maestri che sono già stati invitati ad esporre sono i seguenti: Raffaele Canoro di Napoli, Paolo Tagliaferro di Vicenza, Costantino Di Renzo di Chieti, Francesco Zefferino di Bari, Luisa Russo di Napoli, Francesco Federighi di Lucca e Sabrina Milazzo di Torino, mentre per la sezione “OPEN_lab” gli artisti sono ancora in corso di selezione, a causa dei ritardi dovuti al corona virus.

AL momento il curatore sta valutando altri artisti, puntando molto sulle nuove proposte rappresentate dalla sezione OPEN_lab, tra i quali possiamo già dare i nomi di Antonio Diana di Casal Di Principe (CE) e Sebastian De Gobbis di Beirut (Libano). Gli invitati da Roberto Monte per il design saranno resi noti a breve.

Naturalmente l’arte contemporanea sarà allestita in piena continuità di soluzione con il design, in modo tale da garantire la migliore lettura didattica della mostra e motivare suggestioni nel visitatore, dato l’alto valore estetico dell’intero progetto espositivo.

Il catalogo, gli allestimenti e la logistica saranno curati dallo staff del Museo, che gestirà anche il flusso dei visitatori, adattandosi bene anche alle nuove norme che disciplineranno la riapertura dei Luoghi istituzionali dell’arte del Bel Paese.

 

Francesco Federighi al PAM

Il Maestro, voluto da Paolo Feroce al Museo PAM, ubicato nel palazzo ducale di Parete (CE), ricordata per essere la Città della fragola, sarà presente nella sezione figurativi della mostra d’arte e design (quest’ultima disciplina curata da Roberto Monte) denominata “presenze contemporanee 2020”.

La mostra dovrebbe inaugurarsi il 6 giugno del corrente anno, ma le continue proroghe del DPCM dovute al Coronavirus fanno temere in uno slittamento della data.

Francesco Federighi nasce a Lucca il 30 Settembre del 1973, diplomato al Liceo Artistico statale di Lucca nel 1993, e sin da giovanissimo ha collaborazioni con case editrici e settimanali prestigiosi quali Max, TV Sorrisi e Canzoni, Il Tirreno, L’Espresso che lo definisce l’erede di Mulatier noto illustratore francese degli anni 80.

Dal 1996 al 1999 realizza numerosissimi ritratti di personaggi di spicco per il settimanale L’Espresso, pubblicati come illustrazioni di pagina. Nel 1997 dipinge appositamente per una rivista distribuita dalle Ferrovie dello Stato chiamata “Efeso”e successivamente “Riflessi”. Nel 2000 disegna ritratti di Big della canzone per “TV Sorrisi e Canzoni”, e successivamente per “Superclassifica” allegata allo stesso settimanale. Dal 2001 al 2003 esegue ritratti di stelle del cinema per il mensile “Max” e “Max Turchia”. Dal 2003 al 2006, di dedica a perfezionare la tecnica della matita, dando vita ad una serie di ritratti denominati “I figli del tempo”.

Successivamente si dedica a tempo pieno alla ricerca pittorica ed il 3 Novembre del 2009, Federighi vince il premio voto on line 2009 del Premio Celeste con l’opera “San Francesco che contempla…Francesco che ci fa contemplare il boh…”. Dal 23 al 28 Novembre l’installazione viene esposta alla Fabbrica Borroni di Milano. Dal 17 Luglio all’ 1 di Agosto 2010, si classifica 3°con l’opera “Gaza gli orrori”, un dipinto realista con tematica la guerra a Gaza. L’opera viene esposta in una collettiva all’ex centro internazionale O.A.D. in via del Corso a Roma. Dal 4 al 13 Settembre 2010 vince a Roma un altro concorso di pittura “Patrizi e Plebei”.

Nel frattempo diventa molto amico di Dino Carlesi dal quale viene spinto a perseguire la strada già intrapresa nella pittura tanto che Federighi è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia, 54 Esposizione Internazionale d’Arte, Padiglione Italia, dal 04.06, al 27.11.2011, Arsenale Novissimo, Spazio Thetis, il titolo dell’evento si chiama “Sottopelle vedere dentro vedere oltre”.

Nel luglio 2011, Vittorio Sgarbi curerà una personale a Peccioli presso l’Atrio di Palazzo Pretorio, intitolata “Caravaggio Caravaggini e co.” con cenni critici di Vittorio Sgarbi, la mostra rimarrà in permanenza. Dal 23 maggio 2014 al 31 dicembre 2015 espone, In occasione delle celebrazioni per la Deposizione dalla Croce dipinto nel 1521 da Rosso Fiorentino presso la mostra “Rosso Vivo”, curata da Vittorio Sgarbi a Volterra, con una sala interamente dedicata ed al suo tributo al grande manierista toscano con l’opera “Riflessioni Quotidiane” (4 m. H e 3 m. L.). Nel Dicembre del 2015 ha esposto le proprie opere a Bologna a Palazzo Pepoli.

Gavino Sanna, noto pubblicitario, ha utilizzato l’opera di Federighi per una campagna pubblicitaria contro il fumo su più riviste italiane. Mina Gregori, storica dell’arte italiana, accademica dei Lincei (classe di Scienze morali), professoressa emerita di Storia dell’Arte moderna presso l’Università di Firenze ha presso la propria collezione privata l’opera di Federighi “La chiamata alla redenzione” di chiaro stampo caravaggesco alla cui opera “La chiamata di San Matteo”, il pittore si è ispirato, rivisitandola in chiave moderna.

Il 22 Settembre 2017 viene esposta al MEAM, Museo Europeo di Arte Moderna, in Barcellona, il dipinto Atto di bullismo a Giovanni, che è una rivisitazione contemporanea del grande dipinto “La decollazione di Giovanni Battista”, di Michelangelo Merisi. L’opera di Francesco Federighi, è in collezione permanente presso il medesimo Museo.

Disegna, oramai da molti anni, per il quotidiano “Libero”, caricature di personaggi politici, del mondo dell’economia ed in genere di personaggi famosi.

Presenze contemporanee 2020

Mostra museale di arte contemporanea e design

PAM _ Parete Art Museum | Palazzo Ducale

Di seguito il concept 2020 per la terza edizione di “Presenze Contemporanee”, a cura di Roberto Monte, componente del comitato tecnico – scientifico del Museo PAM e curatore della sezione “design” della mostra.

L’evento, che si inaugurerà il 6 giugno e durerà per tutta l’estate, è organizzato con Paolo Feroce (responsabile collezioni Museo PAM), che curerà la sezione arte contemporanea col sostegno di altri critici e curatori nazionali. Gli allestimenti e la logistica saranno gestite dallo staff del Museo, così come la pubblicazione del catalogo.

Presto saranno comunicati i nomi di tutti i collaboratori.

 

CONCEPT 2020 – di Roberto Monte

Presenze Contemporanee” rassegna d’arte e design alla sua terza edizione mira a compiere un significativo salto di inclusione e apertura ponendosi, quale ambizioso obbiettivo, di diventare un appuntamento costante nel panorama italiano e internazionale per la promozione e la discussione sul senso dell’arte e del fare arte oggi.

La prima edizione, tenutasi a Milano nel 2016, già aveva nel suo DNA questo gene come appunto il titolo “Presenze Contemporanee” evoca: presenza come attualità, presenza come esserci qui ed ora in un ampio orizzonte disciplinare di contemporaneità e compresenza. Pur esaltando le singole poetiche di artisti e produttori culturali, in un’ottica contaminata e contaminabile che ben inquadra lo stato di una società multiculturale e multietnica, “Presenze Contemporanee” si propone di indagare il mondo dell’arte attraverso specifici progetti tematici e curatoriali, coinvolgendo per ogni edizione artisti, designer, curatori e professionisti di vari settori.

La rassegna 2020 realizzata in partnership con il Parete Art Museum avrà come tema il “paesaggio”, in continuità con le linee programmatiche del museo e nell’ambito di un filone di indagine e ricerca su temi di sostenibilità ambientale e sociale.

Il tema paesaggio quanto mai attuale sarà affrontato nel suo significato più ampio e appunto inclusivo. Il paesaggio antropizzato, urbano e rurale, in contrapposizione o in sinergia al paesaggio naturale, laddove possa ancora essere considerato tale. Il paesaggio anatomico del corpo e dell’anima ovvero i paesaggi interiori che modulano costantemente le nostre percezioni e visioni della realtà anche e soprattutto visti come suoi filtri interpretativi, ma anche i nuovi e inediti paesaggi ovvero i paesaggi virtuali e digitali, scenari non reali o di realtà aumentata.

Questi i concetti su cui si focalizzerà lo scandaglio dei curatori di “Presenze Contemporanee” individuando e valutando progettualità che si fanno sguardo critico e consapevole del valore che tali paesaggi – vecchi e nuovi – assumono nel prefigurare e immaginare futuri possibili.

La rassegna prevede due sezioni arte e design ma “aperte” a contaminazioni e sinergie con ambiti e discipline quali il teatro la musica l’architettura. Da un corpo canonico di presenza con mostre ed esposizione la rassegna prevede incontri e dibattiti in un’ottica di interlocuzione con le realtà locali mediante workshop e lab dedicati atti a costruire legami di collaborazione con il territorio.

In un mondo globale e globalizzante dove l’eccesso di informazione spesso frammentaria, unilaterale e ambigua determina uno spazio di vita sempre più entropico dove e difficile se non impossibile trovare posto, l’arte assume un valore demiurgico e al tempo stesso di indagine e conoscenza. Nello specifico sul concetto di paesaggio accettandone e ipotizzandone nuove ed inedite interpretazioni e visioni.

Per informazioni: presenzecontemporanee@gmail.com

Costantino Di Renzo al Museo PAM

Bibliografia principale – Antonio Gasbarrini “ Il Messaggero”- Marcello Venturoli – Presentazione in catalogo XXIX “Premio F.P. Michetti – Aleardo Rubini “Arte oggi” – Giuseppe Marchiori – “ Bolaffi Arte”- Duilio Morosini – Presentazione in catalogo mostra galleria Margotta – Nicolò Palma “Il Messaggero”- Gino Di Tizio “La Gazzetta del Mezzogiorno” Giuseppe Rosati RAI 3 – Domenico Rea “La Nazione -Russel Coen “New York Times” – Ingrid Soldano “Art USA” – Rolando Alfonso “Segno” – Santa Fizzarotti “Segno” Italo Mussa “Avanti” – Antonio Campanella “Il Messaggero” – Bruno d’Arcevia Presentazione in catalogo mostra “Galleria Fraticelli” – Burt Glenmoore “Art in Australia” – Chizuko Hakashi Rivista d’arte “Bungakukai – Giovanni Corrieri Settimanale “L’araldo abruzzese”Giuseppe Fantasia “Il centro”.


Costantino Di Renzo n
asce a Chieti (Italia) nel 1946. Inizia la sua attività nel 1966 Già dai primi anni della sua professione di pittore, elabora una attenta ricerca sull’arte del passato; in particolare sulla pittura dell’olandese Vermeer, elaborandone le immagini in una analisi concettuale . Nel 1974, aderisce al movimento iperrealista , esponendo i suoi lavori presso la galleria Margutta a Pescara(1976), la galleria Il Modulo a Salerno(1977). Nel 1978 si reca negli Stati Uniti per approfondire la tecnica dell’iperrealismo e frequenta gli studi degli artisti Richard Estes, Don Eddy e Chuk Close. Entra in contatto con la Borghi gallery di New York , dove espone nel 1979 una serie di lavori dal titolo : “New York, sphinx of cement, alluminium and mirrors” I critici militanti si occupano di lui: Duilio Morosini, Marcello Venturoli , Giuseppe Marchiori ed altri scrivono sulla sua pittura, Nel 1975 e nel 1979 partecipa al XXIX e XXXIII “Premio F.P. Michetti”. Dal 1980 si dedica alla scultura, esponendo i lavori nel 1982, presso la galleria Cesare Manzo a Pescara e la galleria Centro sei di Bari. Le sculture che esegue, sono figure velate, realizzate in vetroresina, figure che invadono lo spazio espositivo in una sorta di istallazione. Nel 1982, partecipa, con tre grandi sculture alla Fiera Internazionale di Bari tra gli artisti invitati nello “spazio giovani” Altre opere scultoree vengono esposte alla Fiera Internazionale di Bologna e nel 1983 alla Fiera Internazionale di Basilea. Nel periodo 1980-1984, l’artista è inoltre impegnato nella scenografia teatrale, collaborando con la compagnia teatrale Cooperativa Alta nell’allestimento scenografico di “Sogno di una notte di mezz’estate”di Shakespeare; in “Lazzarina tra i coltelli “ di Rosso di San Secondo,“La Moscheta “ di Ruzante, con lo stabile di Reggio Calabria in “Socrate alla guerra” di Mario Moretti. Il 1985, è il ritorno alla pittura e invitato dall’artista Australiana Nora Heysen , si reca a Sidney e in un anno di permanenza, esegue una serie di lavori sulle quattro stagioni: Le opere, prendono una nuova fisionomia. Forse influenzato dalla fantastica, quasi irreale natura australiana, l’artista esegue dodici quadri sui mesi dell’anno e un’opera gigantesca di 3 metri per 5 che rappresenta le 4 stagioni, opere che espone alla Maori gallery di Sidney. Tornato in Italia, inizia a dipingere sette grandi tele dedicate alla luna, che espone alla Galleria Fraticelli, a Roma nel 1989, entrando così in contatto con gli artisti della pittura ipermanierista. La pittura citazionale, lo affascina; in un certo senso è un ripercorrere il suo passato, quando, partendo da Vermeer ne concettualizzava le opere. Cambia la tematica, pian piano si accosta alla mitologia Greco-romana, ma non con la volontà di eseguire una sorta di illustrazione delle vicende degli dei ed eroi del passato, ma partendo dagli stessi, inventa storie nuove e fantastiche, non codificate dalla letteratura classica. Sempre nel 1989, partecipa alla Fiera internazionale di Roma. La sua pittura si fa tersa, pulita, maniacale. Italo Mussa scrive di lui: “Da dove nascono quindi i miti che Costantino Di Renzo descrive nei suoi quadri? Sarebbe molto facile rispondere: dall’antico, dai recessi primordiali dell’anima, dalla storia, secondo gli spiriti positivisti;dai sogni,direbbero gli psicanalisti freudiani; dalla memoria inconscia collettiva,direbbero i seguaci di Jung; dai simboli, potrebbe suggerirci qualche anima mistica; dai rapporti allegorici delle forme,direbbero gli strutturalisti; dai segni, secondo l’opinione dei seguaci di Barthes. Certo, i suoi quadri possono anche nascere da una parte di tutte queste radici, ma questo è naturale, è semplicemente il risultato della cultura, dell’erudizione, della riflessione estetica, di cui Di Renzo è nutrito, ma noi vogliamo cercare qualcosa di più, capire meglio questa improvvisa invasione di miti nel cuore del ventesimo secolo, descritto da molti come un secolo arido, razionalista o almeno materialista. Questa pittura sembra fatta per complicare straordinariamente il problema; per noi l’artificio è bellezza, è invenzione, è un gesto di coraggio e di trionfo, è la grande trasfigurazione che osserviamo anche nei quadri di Costantino Di Renzo che ci consentono un balzo straordinario attraverso il tempo. Le sue opere ripropongono la riscoperta della leggenda e della favola, del mito che ci inganna, ma che contemporaneamente ci illumina, ma forse ci troviamo soprattutto su una strada più sicura se parliamo anche della conquista dell’immaginazione. E’ questa una indicazione preziosa che non dobbiamo trascurare.” Nel 1992, a seguito dell’interessamento della Sakamoto Gallery di Osaka,viene inaugurata una importante mostra in Giappone, dove espone 36 opere di grande formato. Nello stesso anno, nonostante le lusinghe del mercato, decide di abbandonare la città di Roma, nella quale aveva vissuto e lavorato dal 1986 e dopo aver acquistato una casa in campagna, nei pressi della sua città natale, inizia, in totale isolamento, un approfondito studio sull’Ulisse Omerico, eseguendo una serie di lavori, in una sorta di simbiosi tra pittura e letteratura. Anche in questo caso la sua ricerca non si basa su una semplice illustrazione del viaggio di Ulisse da Troia ad Itaca, ma partendo dalla profezia di Tiresia analizza una attenta analisi sulla ripartenza dell’eroe omerico dalla sua isola, dopo la condanna all’esilio. E’ di questo periodo, l’impegno dell’artista nell’eseguire grandi opere e cicli pittorici per collezioni pubbliche e private. I lavori di questo decennio vengono esposti nel 2002, in una personale nella “Rolnick House” a Miami . Nel 2003 la sua pittura, seppur legata ancora alla tematica dell’antico mito mediterraneo, si frammenta in geometrie irregolari, arricchendosi di elementi plastici che ne continuano il racconto, oltre la superficie della pittura stessa. Nel 2005, animato dallo spirito di cimentarsi in altre discipline, scrive quattro racconti:”Io Cromos”,”Abisso”,” Eden” e ”Le porte” e nel 2008 elabora cinque video: “Il canto di Penelope”,” Odisseo,ultimo atto “, “ Telemaco sogna il ritorno del padre “,” Inferi (Orfeo ed Euridice ) “ e “ Il testamento di Arianna “. Nel 2009 espone quaranta opere di grande formato in una personale dal titolo “Divine metamorfosi”, al castello Carlo V di Lecce, su invito e sotto il patronato della città. Alla fine dello stesso anno, in collaborazione con il Teatro Stabile D’Abruzzo, esegue un video per una rappresentazione teatrale sulla nascita della città dell’Aquila, tratto dalle “ Cronache” di Buccio di Ranallo, con riferimenti, non solo alla storia della fondazione, ma anche tratteggiando le vicende dolorose del terremoto, che ha colpito la città del 2009. La mostra di Lecce comunque, decreta la fine del periodo mitologico. L’artista, cambia, stravolge la sua tematica, entrando in una nuova fase. La sua pittura si riveste di attualità; scava nei meandri nascosti della mente, si veste degli abiti del mondo contemporaneo, scava nelle bassezze umane, nella follia, la perversione e le debolezze della società attuale. Piccole storie in chiave metafisica e surreale, riproposte con una vena di profonda ironia. Esegue contemporaneamente un video dal titolo PRATICA-MENTE…e ho detto tutto. Queste opere vengono esposte presso la Ungallery a Milano nel 2013 Nel 2017 allestisce una personale presso l’ex Aurum di Pescara. Nel dicembre del 2019 espone le sue opere presso il Museolaboratorio di Città Sant’Angelo.

Tematiche

FOGLIO IN STATO DEPRESSIVO Accartocciai il bianco foglio che avevo di fronte, appena solcato da una sinuosa linea nera, e lo gettai nel fuoco. Lo guardai annerirsi lentamente, poi la fiamma lo avvolse, illuminando per un attimo la stanza di una luce primordiale, che proiettava inquiete ombre danzanti sulle pareti bianche, tappezzate di ricordi della mia vita. La mia vita… Cosa aveva di così diverso la mia vita da quelle degli altri uomini? Non molto in effetti. La mia superbia mi spingeva spesso a credere di essere uno dei pochi esseri pensanti, che calcano questa terra. La mia superbia era vana, così come la primordiale luce che andava scemando. Del mio foglio non rimaneva che cenere. Cenere… Anche di me non sarebbe rimasto che quella… Ecco perchè continuavo a far correre la mia matita, per inseguire su ogni foglio disegnato l’immortalità, quell’immortalità che solo pochi, prima di me, avevano raggiunto. Quella magra consolazione ad una vita che è piattezza e noia, come un vasto mare di silenzio a volte, solcato da brevi onde gioiose e intense depressioni tra di esse… Un mare di vuoto… Come quel foglio bianco che osservo disperato… Avrei dato tutto me stesso per riempirlo, per inventare, per esprimere ciò che avevo dentro… Ma la matita rimaneva distesa sul tavolo, e il foglio immacolato, riluceva della vicina luce del fuoco, quasi a sfidarlo. Quel senso d’impotenza lasciò spazio a vuota rassegnazione, al gelo di un passato troppo grande per me. Pura follia. E’ terrificante vedere che, tutto ciò che dipingo, tutti quei segni che riempiono i miei fogli una volta candidi, tutti quei colori sulle tele; sono pensieri già espressi, strade già battute e che, il mio desiderio di essere diverso, si schianta ogni volta contro il muro del passato…. E non mi resta che dipingere, della mia incapacità di dipingere…. Sempre che qualcuno non l’abbia già fatto.  Costantino Di Renzo

EXHIBITIONS

1973 Solo exhibition Galleria “Studio G7”Avezzano L’Aquila Italy

1975 XXIX “Premio F.P. Michetti”Francavilla al mare Chieti Italy

1976 Solo exhibition “Galleria Margutta” Pescara Italy

1977 Solo exhibition “Galleria Il Modulo” Salerno Italy

1978 Solo exhibition “Borghi Gallery” New York USA

1979 XXXIII “Premio F. P. Michetti “ Francavilla al mare Chieti Italy

1982 Solo exhibition “Studio Cesare Manzo” Pescara Italy

1982 Fiera internazionale Bari “Spazio giovani”Bari Italy

1982 Fiera internazionale Bologna Italy

1983 Fiera internazionale Basel Svizzera Swiss

1983 Solo exhibition “Galleria Centro6”Bari Italy

1984 Solo exhibition “Villa Durini” S.Silvestro Pescara Italy

1984 Solo exhibition “Maori gallery” Sidney Australia

1986 Collective painting “Presenze” “ Studio Cesare Manzo” Pescara Italy

1990 Collective painting Galleria “Il centauro” Ostia Roma Italy

1988 Solo exhibition “Studio d’arte Fraticelli” Roma Italy

1989 Fiera internazionale di Roma Italy

1992 Solo exhibition “Sakamoto Gallery” Osaka Japan

2002 Solo exhibition “Rolnick House” Miami USA

2006 Collettiva “Arpolis” Rassegna internazionale Arti visive Alanno Pescara Italy

2008 Solo exhibition “PiziArte” Teramo Italy 2009 Solo exhibition “Castello Carlo V” Lecce Italy

2012 Solo exhibition “Spazi arti Ungallery” Milano italy

2017 Solo exibition “Ex Aurum la fabbrica delle idee” Pescara 2019 Solo exibition Museolaboratorio Città Sant’Angelo

eXclusive _ valuta collaborazioni

L’Associazione eXclusive è nata a Teano (CE) nel 2014 per volontà di Paolo Feroce, curatore d’arte operante nell’organizzazione di eventi internazionali dal 2000, e di altri amici ed operatori.

Essa ha la gestione della collezione nata nella Reggia di Caserta nel 2004 (attualmente esposta presso il Museo PAM) denominata “collezione dell’unità d’Italia” e, grazie alla validità dei suoi progetti espositivi, ha goduto delle collaborazioni e dei patrocini di Regione Campania, Regione Emilia Romagna, Provincia di Caserta, Città di Teano, Parco regionale di Roccamonfina – Foce del Garigliano, AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani), Fondazione Villa – Rescalli Villoresi, Fondazione SORRENTO (NA) ed altri enti pubblici e privati.

Ha creato appuntamenti dal forte richiamo come “Presenze Contemporanee” (nata a Milano e poi trasferita stabilmente presso il Museo PAM) e il “Sorrento Young Art Festival” (presso Villa Fiorentino – Fondazione Sorrento), avviando, su richiesta dei proprietari, anche gallerie d’arte ed istruendo gli attuali gestori sulle dinamiche del settore.

La eXclusive spazia la sua ricerca tra arte figurativa, pop e concettuale, con un occhio sempre proteso verso il design d’autore. Predilige collaborare con giovani e dinamici critici d’arte, purché di dimostrata serietà e competenza, ed attualmente valuta collaborazioni che siano motivanti con curatori ed artisti italiani e di alri Paesi.

RADICI

La mostra d’arte visuale StArt è giunta quest’anno alla sua settima edizione e si presenta con una pregevole selezione di opere pittoriche e fotografiche. Un evento ampio in cui un tema centrale sarà analizzato nei suoi aspetti letterari, visuali e musicali.

La giornata sarà dedicata al tema “Radici“: Quel che per le piante rappresenta la possibilità di prender vita dal mondo circostante, stabilità e possibilità di alimentarsi crescendo e riproducendosi, per gli uomini figurativamente il concetto non è poi così diverso.

Un tema che porta con sé una riflessione profonda su sé stessi, il proprio cammino, la propria destinazione e la propria dimensione. In una situazione storica ormai perdurante per il sud d’Italia, in cui la realizzazione personale passa quasi necessariamente per la migrazione in luoghi ove l’economia ha un andamento più vitale, il concetto di radici racchiude in sé quello più ampio di identità: la propria identità, ecco, le proprie radici, nel luogo in cui si è nati e cresciuti in rapporto col luogo in cui ci si è, per scelta o perché costretti, dovuti spostare. La riflessione su tale tema diviene la riflessione su sé stessi, i propri sogni, i propri intimi voleri.

La manifestazione, organizzata dall’ente no profit Prometeo, si terrà il prossimo 26 gennaio nel centro storico di Pratella e sarà conclusa da Eugenio Bennato che, insieme alle Voci del Sud, si esibirà nel concerto denominato “Qualcuno sulla Terra”.