Philosophical Thoughts

Nella esposizione inaugurale del Museo PAM (Parete Art Museum), ubicato presso il Palazzo Ducale di Parete (CASERTA), per la sezione TREND LINE sarà presentato il progetto Philosophical Thoughts a cura di Barbara Vincenzi di Ferrara.

Saranno presentati gli artisti: Piero Lerda, Marco Pili, Michelle Hold, Emanuela Battista e Tiziana Castelluccio.

Gli artisti selezionati pur spaziando in diverse discipline per tecniche e modalità di resa visive, si accomunano per l’approccio all’arte con un Pensiero Filosofico. Ognuno di loro parte da una riflessione, che passa attraverso l’ispirazione alla natura, alla ricerca di archetipi primigeni o semplicemente tentando di scoprire le forme contenute nel contesto che li circonda, interrogandosi sui grandi temi della vita o traducendoli in stati unici e irripetibili.

Scrive Barbara Vincenzi degli artisti:

Piero Lerda (Caraglio1927- Torino 2007) Linguista e artista, si misura incessantemente con le novità intellettuali e artistiche a lui contemporanee. Con rigore e passione conduce la sua ricerca artistica riconoscendo le sue radici in un mondo arcaico e come un alchimista trasforma la materia primigenia in “rivelazione” cercando, nel corso della sua intera esistenza tramite appunti, schizzi, tele, di dare risposta alla grande questione dell’Ordine nel Caos primordiale ineluttabile. Piero Uomo e artista, ha cercato sempredi dare risposte in chiave moderna, al concetto da lui amato di cosmogonia, cercando in ogni opera di irrompere nel mistero dell’arte che è poi il segreto della vita stessa.

Per comprendere pienamente la produzione artistica di Marco Pili bisogna partire dalla sua terra: la Sardegna. Vive e lavora a Nurachi (OR) portando avanti un linguaggio che conserva le vecchie tradizioni popolari e retaggi culturali ben visibili nei suoi lavori che coniuga con una visione più ampia e internazionale. Avvia uno studio tra rigore e lirismo, tra forma e colore della materia,che è creata da polveri di terre che lui stesso prepara. Marco Pili ricerca gli archetipi primordiali di quella terra che porta con sé molteplici influssi e una complessa storia antica. Piani, livelli si sovrappongono l’uno sull’altro tramite, polveri e terre, sabbia, paraffina, creta e pigmenti, trovando un equilibrio straordinario di colori caldi e incastri di campiture: i suoi territori sono vere e proprie celebrazioni.

Michelle Hold originaria di Monaco di Baviera, si ispira momenti della vita, in un pensiero attento agli eventi naturali, racchiusi in “attimi unici”. Le rappresentazioni superano l’espressione figurativa e approdano a un’astrazione vitale: penetrazione nell’invisibile, apertura su un mondo segreto che promette gioie sommesse. La ricerca accoglie suoni e rumori del silenzio in un dialogo spirituale.

Per Emanuela Battista, il mare, costituisce il suo inevitabile riferimento.Ama osservarlo nella molteplicità dei suoi aspetti e nella varietà delle sue sfumature. Le sue creazioni in Terraglia Bianca, Rossa e Paper Clay in porcellana (impasto di carta e porcellana), sono decorate singolarmente con cristalline colorate o lasciate al naturale ottenendo il classico effetto gesso. Le tonalità sono tutte tratte dall’ambiente marino “ed è il singolo oggetto che decide il colore in base alle proprie forme”. Spesso crea elementi privi di simmetrie con bordi volutamente irregolari che li rendono semplici, spontanei ed unici allo stesso tempo. Interamente realizzati a mano, includono quelle imperfezioni tipiche del prodotto artigianale, quali variazioni di colore e piccole crepe a volte volute tramite la tecnica del “Craquelè” (o Cracklè) che invecchia l’oggetto creando piccole fessure di diverse dimensioni. La fase creativa prende corpo nella sua mente che si traducono in appunti e disegni di quotidiani elementi di ispirazione che la vita e la natura le offrono, sfidando a scoprire le forme, sempre nuove in essi celate.

Tiziana Castelluccio si concentra sulla femminilità illustrandone la natura sovrannaturale. E’ nell’essenza stessa della donna, simbolo e verità, che il divino trae la propria capacità di mutare forma per comunicare con l’umano. La Castelluccio rappresenta la donna contenitore, la donna generatrice, la donna della terra – fatta di terra – causa ed effetto degli eventi e punto di partenza e traguardo al tempo stesso. Il divino è racchiuso in un micro universo di rotondità femminili: le sue floride figure si allargano nella superficie, occupando lo spazio, divenendo lo spazio stesso.

Più precisamente, queste creazioni intendono mostrare le donne come dee, e donne come esseri umani che rappresentano il principio della loro vita.

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